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La tua piantina pensa? Uno studio dice di sì

Durante questi lunghi mesi di lockdown ci hanno fatto compagnia e dato uno scopo quotidiano. Abbiamo messo le loro foto sui social e ci siamo compiaciuti dei tanti like e apprezzamenti ricevuti. Ma tutte queste belle piantine che ora ci troviamo in giro per casa, dall’avocado alla camelia, sono effettivamente prive di intelletto? Crediamo di poter rispondere di sì con certezza. Eppure, forse ci sbagliamo.

La tua piantina pensa? Uno studio dice di sì

Una nuova ricerca suggerisce che almeno una pianta – il fagiolo francesepotrebbe in effetti essere più senziente di quanto crediamo. Potrebbe, in effetti, avere un intento. Cosa vuol dire? che agisce perseguendo uno scopo non immediato, e non il semplice istinto. In effetti, che le piante possiedano grandi capacità di adattamento all’ambiente circostante è cosa ormai arcinota. Ma che possano effettuare un ragionamento finalistico complesso è cosa ben diversa. E i botanici che credono in questa possibilità sono davvero pochi. Ma potrebbero aver ragione.

Il fagiolo cerca proprio quel bambù

Paco Calvo al laboratorio di intelligenza minima dell’Università di Murcia in Spagna è uno di questi. Ha una mentalità più aperta. Era incuriosito dalla capacità dei fagioli di arrampicarsi su strutture come le canne da giardino. Ha quindi ideato un esperimento per capire se mirano deliberatamente al bastone, o semplicemente vi si imbattono mentre crescono, per poi usarle a proprio vantaggio “La domanda è: stanno mostrando comportamenti diretti all’obiettivo coerenti con l’anticipazione e il ritocco su larga scala dei loro movimenti, mentre si avvicinano?” Si è chiesto Calvo.

La meraviglia in time-lapse

Insieme a Vicente Raja del Rotman Institute of Philosophy, in Canada, ha utilizzato la fotografia in time-lapse per documentare il comportamento di 20 piante di fagioli in vaso. Alcune erano coltivate in prossimità di un palo di sostegno, altre senza. Hanno registrato ogni attimo fino al contatto con il palo. Usando questo filmato, hanno analizzato le dinamiche della crescita dei germogli, scoprendo che il loro approccio era più controllato e prevedibile quando era presente il palo. 

Non una prova, ma un indizio

“Vediamo una firma di comportamenti complessi. L’unica differenza è che non è neurale, come negli esseri umani”, ha detto Calvo al Guardian. “Questo non è solo un comportamento adattivo, è un comportamento anticipatorio, orientato all’obiettivo e flessibile.” La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports. Calvo riconosce che questo esperimento da solo non prova l’intento, tanto meno la coscienza. Ma è una prima evidenza su cui lavorare.

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