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L’olio di CBD per gli animali domestici

Quando e come viene usato l’olio di CBD per gli animali domestici?

Gli effetti benefici dell’olio di CBD, o cannabidiolo, sono oggi molto più noti di quanto non fossero solo qualche anno fa. Questo perché la parziale liberalizzazione del mercato della cannabis light ha portato una grande diffusione tra le persone, sia a scopo medico che ricreativo. Del resto, oggi possiamo venderlo liberamente nel nostro marketplace, scegliendo sul mercato i migliori oli CBD biologici e green, senza la paura di trovarci le volanti della polizia sotto casa. Ma se la società ha fatto grandi passi avanti per la diffusione umana, non altrettanto si può dire per quella animale.

L’olio di CBD per gli animali domestici

Eppure, così come il CBD ha grandi effetti benefici per le persone, li ha per i nostri animali: cani e gatti, certo, ma anche altri animali meno diffusi. Un uso corretto dell’olio di CBD, sotto la supervisione di uno specialista, può rappresentare una soluzione alternativa per un gran numero di patologie, che il veterinario tende a trattare con il ricorso massivo a farmaci ultra-invasivi, e, purtroppo, talvolta con l’eutanasia. Ad oggi, in Italia ci sono pochissimi veterinari “d’avanguardia”, che hanno deciso di deviare da questa strada obbligata che andava a tutto vantaggio delle case produttrici di farmaci.

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Un’alternativa alle terapie farmacologiche più aggressive

Una di queste è la dottoressa Elena Battaglia, che è stata tra le prime a dare dignità medica alle terapie a base di CBD. Secondo la dottoressa in questo modo è possibile intervenire per curare artrosi, tremiti e dolori. Ridurre gli attacchi epilettici, che negli animali possono essere molto forti e, potenzialmente, mortali. Restituire l’appetito, ad esempio dopo interventi chirurgici invasivi. In determinate circostanze, è possibile mettere a punto delle terapie specifiche per il trattamento del diabete.

Tanti vantaggi e qualche controindicazione

L’uso del CBD, e in particolare dell’olio, può avere però anche delle controindicazioni, date soprattutto dall’imperizia di coloro che vi approcciano per la prima volta. Trovare il giusto dosaggio, ad esempio, può non essere facile. E un uso disinvolto, al di fuori delle dose controllate, può portare delle ovvie reazioni avverse: dal sovradosaggio alla possibilità di non avere una reale percezione dell’efficacia della terapia. Per questo motivo è sempre importante rivolgersi a uno specialista, mentre le tabelle quantitative che possono essere trovate su internet vanno intese come puramente indicative.

differenze fra l’uso per esseri umani e uso veterinario

In generale, gli animali sono più sensibili agli effetti miorilassanti e analgesici del cannabidiolo. Per questo motivo non bisogna assolutamente regolarsi sull’uso umano per valutare le dosi da somministrare. Che, inoltre, dipendono da un gran numero di fattori non valutabili a priori. È comunque consigliabile ricorrere a prodotti che abbiano un contenuto inferiore al 5%, a meno che non si stia attuando una terapia specifica che richiede dosaggi superiori.

Ad oggi, i veterinari che hanno deciso di seguire questo percorso hanno ottenuto degli innegabili risultati, ma hanno dovuto sopportare critiche e giudizi tranchant, non sempre – quasi mai – basati su fatti e dati.

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