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Cos’è la sostenibilità?

Sostenibilità è una parola che sentiamo sempre più spesso. Ma siamo sicuri di conoscerne il vero senso profondo, oltre al significato? Costruire una società sostenibile vuol dire creare un modello di sviluppo che preveda un equilibrio tra l’uomo e l’ecosistema in cui egli vive. Un sistema che possa resistere nel tempo, molto diverso da quello che fin qui abbiamo realizzato e che ci sta portando a grandi passi verso l’estinzione.

Cos’è la sostenibilità?

La prima volta che abbiamo sentito parlare di sostenibilità è stato meno di 30 anni fa, nel 1992. L’occasione fu 1992 la prima Conferenza ONU sull’ambiente, durante la quale l’organismo sovranazionale si trovò per la prima volta (con colpevole ritardo) a dover fare i conti con i danni fatti dall’uomo alla Terra. La creazione del buco nell’ozono, come conseguenza dello sfruttamento selvaggio delle risorse naturali, costrinse finalmente i grandi del mondo a sedersi attorno a un tavolo per discutere di come contenere l’aumento vertiginoso dei gas serra.

La prima definizione dell’Onu

Questa fu la definizione che ne diede l’ONU: “un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.”

Magari, però, il problema fossero solo i gas serra. Se il nostro pianeta è stato stuprato sotto praticamente ogni aspetto, dalla deforestazione all’iperproduzione di materie plastiche, presto ci si è resi conto che il problema della sostenibilità non è affatto solo ambientale. Riguarda, piuttosto, molti degli aspetti sociali della vita degli esseri umani, e in particolar modo quello economico e quello sociale. In altre parole abbiamo bisogno di un modello di sviluppo che, oltre salvare il salvabile del nostro ecosistema, possa generare un reddito dignitoso per le persone di tutto il mondo, oltre a livelli sufficienti di salute e giustizia.

Un concetto che non si limita all’ambiente

A che punto siamo nel nostro percorso verso un’economia sostenibile? Siamo ancora ai primi passi, o forse non siamo mai neanche partiti. Se nel 2020 la pandemia, con le sue immagini di città ferme e acque limpide nei porti, ci aveva fatto credere in un cambio di direzione, sappiate che era (ovviamente) solo un’illusione. Del resto una pandemia è proprio agli opposti dei concetti di sostenibilità, dato che nessun episodio eccezionale potrà mai portare un cambiamento strutturale. Nel 2021 le emissioni globali di anidride carbonica legate alla produzione energetica aumenteranno di 1,5 miliardi di tonnellate secondo il Global Energy Review dell’Agenzia internazionale dell’energia.

Facciamo la nostra piccola parte

Ma allora, cosa possiamo fare? Purtroppo i grandi cambiamenti non sono appannaggio dei singoli, ma devono essere incentivati a livello nazionale e sovranazionale. Ciò non vuol dire, però, che non possiamo dare il nostro piccolo contributo. Acquistare sempre prodotti che abbiano una filiera responsabile, rispettosa dell’ambiente e del lavoro umano. Scegliere un tipo di mobilità sostenibile, evitando il più possibile le auto e scegliendo biciclette e trasporto pubblico. Riutilizzare quello che abbiamo e acquistare prodotti usati. E, soprattutto, sensibilizzare le persone che ancora sono molto lontane da questa mentalità.

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